PIANISTA

Il termine stesso può essere ambiguo. Il pianista che si occupa di opera dovrebbe avere competenze completamente diverse rispetto a un pianista solista. Certo, a nessuno dispiacerebbe se il pianista che si occupa di opera fosse anche un virtuoso, ma non è l'attributo più importante.

Non sono mai stato innamorato del repertorio puramente pianistico, in primo luogo perché non amavo esibirmi da solo e in secondo luogo perché mi è sempre piaciuta l’amalgama di suoni e timbri diversi. Da bambino ascoltavo soprattutto opere e musica sinfonica,  attratto da come si fondevano insieme i timbri dell’orchestra e cercando poi di imitarli al pianoforte.

Lo spartito?

Il pianista che si occupa dell'opera ha un grosso problema: lo spartito non è definitivo, è solo un arrangiamento, una riduzione. Molto spesso dobbiamo "riscrivere" tutta la partitura perché o non suona bene o è scomoda da suonare o non risulta utile al cantante. Per quanto lo vogliamo, il pianoforte non può suonare come una vera orchestra. Nell’orchestra infatti ci sono molti timbri e strumenti ma noi abbiamo solo dieci dita! Il tempo e l'esperienza aiutano a capire qual è la migliore versione utile e possibile. Mi piace seguire sempre l'idea di "Suona quello che senti" invece di "Suona quello che vedi".

Lettura a prima vista

Un'eccellente capacità di lettura a prima vista è molto importante, perché le opere possono essere molto lunghe! Avere una buona prima vista aiuterà ad assorbire un'enorme quantità di materiale musicale piuttosto velocemente. La lettura a prima vista può essere utile naturalmente anche quando si deve accompagnare un'audizione o una masterclass di canto all'ultimo istante, in emergenza.

Cantare le parti

Uno dei miei insegnanti mi ha detto "Se non sei in grado di suonare e cantare le parti dei cantanti, significa che non conosci il brano". Questo è assolutamente vero. Un buon pianista collaboratore deve essere in grado di cantare tutte le parti e, se necessario, ricordarle al cantante. Un'abilità molto utile soprattutto nelle prove di messa in scena.

Adattabilità, flessibilità

In italiano si usa il termine maestro collaboratore - un pianista che collabora (con il cantante, il direttore d'orchestra, il direttore di scena ecc.) Lavorare con insegnanti di canto, direttori d'orchestra e registi è sempre affascinante per il confronto e per lo scambio di idee e opinioni. Saper mettere talvolta da parte le idee personali a favore di adattabilità e flessibilità, fa parte dei requisiti richiesti per svolgere questo mestiere.

Qualità essenziali di un buon pianista d'opera:

  • eccellente lettura a prima vista
  • avere il coraggio di suonare solo il materiale musicale importante
  • capacità di cantare tutte le parti mentre si suona
  • capacità di pensare come un direttore d'orchestra
  • flessibilità e reazione
Masterclass per i pianisti a Tokyo
Masterclass per i pianisti a Tokyo

CORSI


Ho tenuto dei corsi per i maestri collaboratori all'Accademia di Musica e di Teatro dell'Estonia e alla Andvision International Music School di Tokyo.